Il governo cancella l’edilizia residenziale pubblica a canone sociale

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma UNIONE INQUILINI – SUNIA – SICET – UNIAT – ANIA – ASIA

“Il PNRR approvato, in primo esame, dal Consiglio dei Ministri sottovaluta in maniera gravissima la situazione abitativa in Italia: 650 mila famiglie, utilmente collocate nelle graduatorie per una casa popolare senza risposta, decine di migliaia di sfratti pronti ad essere eseguiti, alla scadenza del blocco del 30 giugno, senza che Regioni e comuni abbiano risorse per garantire il passaggio da casa a casa e, soprattutto, senza una prospettiva per poter affrontare strutturalmente i nodi di questa gigantesca sofferenza abitativa, gravemente acuita dalle conseguenze sull’occupazione e sui redditi dalla pandemia, come dimostrano i dati sull’aumento della povertà assoluta.

L’impatto è minimale e inefficace, niente più che un intervento simbolico, che non incide minimamente sulla sofferenza abitativa in Italia.Le linee di intervento presenti, del tutto depotenziate rispetto alla capacità di incidere nella situazione attuale, appaiono sostanzialmente indirizzate verso il social housing invece che  (almeno prioritariamente), verso l’edilizia residenziale pubblica a canone sociale, come più volte richiesto dal Parlamento in diverse votazioni, anche in sede di parere sul PNRR.

Chiediamo con grande forza al parlamento di far rispettare dal governo gli indirizzi discussi in aula e già deliberati e che nella fattispecie vengono così gravemente disattese.

Chiediamo al governo di inserire tra le priorità della Missione “Inclusione e Coesione” l’incremento di alloggi di edilizia residenziale pubblica a canone sociale e di inserire coerentemente tale priorità in tutte le linee di investimento di rigenerazioni urbane..

Chiediamo inoltre un adeguato incremento delle risorse messe a disposizione per l’edilizia residenziale pubblica.Serve un grande piano casa: almeno 500 mila alloggi di edilizia residenziale pubblica a canone sociale, senza consumo di suolo attraverso il recupero dell’enorme patrimonio pubblico inutilizzato”

Foto:pixabay

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