M5S: “Giani ed Eni uniti per la bio-raffineria”

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma Meet up Movimento 5 Stelle Livorno


“Apprendiamo dalla stampa l’apertura incondizionata del Presidente Giani al progetto della “Bio-Raffineria” da costruire a Livorno utilizzando parte dei fondi del Recovery Fund.

I cittadini più attenti ricorderanno che il termine “Bio- Raffineria” è stato coniato dal precedente Presidente Rossi per mascherare un impianto che in realtà prevedeva la Gassificazione delle plastiche miste, una pratica tutt’altro che “Bio”.

Al riguardo presentammo una mozione in consiglio comunale in data 28/01/21, assieme a PD, Casa Livorno, Futuro, Buongiorno Livorno e Potere al Popolo, che venne approvata a maggioranza prevedendo il superamento di tale progetto e la riconversione delle aree a progetti veramente “Green”.

Il Presidente Giani adesso ci ripropone il termine “Bio-Raffineria” per un impianto apparentemente diverso (si parla di produrre biodiesel dagli oli vegetali esausti) ma che, in fase costruttiva, potrebbe poi non essere così differente dal precedente progetto.In verità, sulla stampa si sottolinea che il progetto del Gassificatore parrebbe ormai superato, ma bisogna fare attenzione perché gli indizi per mettere in dubbio tali affermazioni ci sono tutti: in primis, la medesima corrente politica dei due presidenti con “simpatie” manifeste verso gli impianti di incenerimento a prescindere.

In secondo luogo: qual è il senso industriale di produrre biodiesel quando stiamo andando verso una elettrificazione spinta della mobilità?

Terzo punto: le tecnicalità che servono per produrre Biodiesel, ovvero da che cosa è composto tale carburante.

Infatti, gli oli vegetali utilizzati per produrre biodiesel sono solo la base del prodotto e, per garantirne una migliore combustione, viene aggiunto metanolo che, guarda caso, è il medesimo prodotto di risulta che fuoriuscirebbe dalla gassificazione delle plastiche miste come da progetto originario di Eni.

Si potrebbe quindi tornare ad un Gassificatore ancora più furbamente mascherato rispetto al solo suffisso strumentale “Bio”.

Dobbiamo evitare l’ennesimo tentativo d’inganno di una certa politica nei confronti dei cittadini livornesi e Giani, prima di dare appoggio incondizionato, dovrebbe far esplicitare molto bene da Eni quali siano le reali intenzioni e le finalità di questo “Bio-progetto” e soprattutto rendere pubbliche e consultabili le tecnicalità e i procedimenti industriali che si intendono collocare all’interno della Raffineria di Livorno.

La nostra non vuole essere una posizione di chiusura, anzi, pur privilegiando la realizzazione di “fabbriche di materiali”, ci mettiamo ugualmente a disposizione per continuare un percorso congiunto che garantisca la necessaria trasparenza nei confronti dei cittadini e un fondamentale connubio tra rispetto ambientale e posti di lavoro. 

Serve però sgomberare il campo da inevitabili perplessità sulle reali volontà che si affacciano su quell’area industriale”

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