Embolia polmonare acuta, il contributo scientifico del pronto soccorso di Livorno

Il reparto di Medicina d’urgenza e pronto soccorso dell’ospedale di Livorno ha fornito un contributo determinante nella ricerca scientifica per migliorare la gestione e la cura dell’embolia polmonare acuta.

Negli ultimi due anni la struttura diretta da Alessio Bertini ha seguito 71 pazienti con embolia polmonare nei 30 giorni successivi alla diagnosi, con l’obiettivo di comprendere meglio gli esiti clinici dei trattamenti ricevuti. I dati raccolti sono entrati a far parte dello “Studio Cope“, promosso dall’Università degli Studi di Perugia, dalla Fondazione “Per il tuo cuore onlus” dell’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco) e condotto in collaborazione con la Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti (Fadoi) e la Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu).

Lo studio è stato condotto in circa 200 ospedali in tutta Italia, in strutture di cardiologia, medicina interna e medicina di emergenza-urgenza. La struttura di pronto soccorso dell’ospedale Livorno è stata tra le prime in Italia per pazienti arruolati nello studio, mentre fra le altre strutture aziendali sono sicuramente da ricordare oltre alla Medicina d’urgenza e pronto soccorso del Versilia con 215 pazienti, anche i 23 della struttura di Malattie cardiovascolari dell’ospedale “Lotti” di Pontedera, i 13 della struttura di Medicina generale dell’ospedale di Piombino, i 12 della struttura di Medicina generale degli Spedali riuniti di Livorno, i 9 della struttura di Medicina generale dell’ospedale di Cecina e i 2 della struttura di Medicina generale dell’ospedale Versilia, che portano così a 345 i casi che l’Azienda USL Toscana nord ovest ha portato a sostegno di questa importante ricerca medico-scientifica.

Primario del pronto soccorso Alessio Bertini

“Il pronto soccorso di Livorno accoglie ogni anno circa 70mila persone. Nonostante il grande impatto dell’emergenza pandemica che ci ha portato a rivedere molte delle nostre procedure, siamo riusciti a mantenere non solo gli standard qualitativi, ma a seguire anche gli stimoli provenienti dalla ricerca scientifica.

Di questo vorrei ringraziare tutto il personale e in particolare la dottoressa Anna Novelli che ha seguito lo studio che porterà ad una pubblicazione che sarà presentata al prossimo congresso della Società europea di cardiologia”

Lo studio Cope è uno studio nazionale che ha raccolto dati sulla gestione clinica in Italia dei pazienti con embolia polmonare, una patologia comune e potenzialmente fatale. La mortalità a breve termine varia dall’1% fino ad oltre il 30% nel corso del ricovero. L’impiego nella pratica clinica delle diverse strategie disponibili per la diagnosi, la stratificazione del rischio e la terapia dell’embolia polmonare ed il loro impatto sulla mortalità non sono noti. I dati ottenuti dalla ricerca in corso consentiranno di valutare l’utilizzo dei nuovi farmaci antitrombotici, l’attuale pratica clinica e le strategie di diagnosi e stratificazione del rischio su oltre 5mila pazienti in tutta Italia.

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