Perini e Potenti (Lega) sul centenario del Pci: “Il PD usa il Comune per organizzarsi eventi di partito?”

Comunicato congiunto del consigliere comunale e dell’onorevole

“Ricorre il centenario della fondazione del Partito Comunista Italiano e tra la miriade di celebrazioni c’è spazio anche per un evento che il Comune sembra dedicare alla propaganda politica in favore del PD. 

Il Comune di Livorno ha infatti pensato bene di mettere a disposizione la sua struttura per organizzare un’intervista ad Andrea Romano, deputato del Partito Democratico. L’unico a meritare spazio accanto a Romano è Fabrizio Rondolino, che per anni è stato il Rocco Casalino di Massimo d’Alema e soprattutto consulente speciale del reality show Grande Fratello. 

L’evento è organizzato e propagandato grazie a Livù, la web tv fondata (e finanziata) proprio dal Comune. Si tratta di una Rai dei noantri, ma è a tutti gli effetti una televisione pubblica e come tale dovrebbe garantire un servizio imparziale (e possibilmente di qualità). Ben diverso sarebbe stato se l’evento avesse visto la partecipazione di esponenti politici trasversali o, almeno, trasversali all’interno dei mille partiti della sinistra. Così non è e l’evento si è trasformato in una passerella di cui (casualmente) beneficia lo stesso partito che guida il Comune”. 

Così attacca il consigliere comunale della Lega, Alessandro Perini: “Il Sindaco chiarisca se intende piegare la struttura comunale agli interessi del partito che lo tiene in piedi. Sappiamo che il PD è ormai un partito che gira alla larga dalle masse popolari e questo show del Comune che intervista Andrea Romano mi sembra un tentativo per accaparrarsi una storia che non gli appartiene e che il PD ha più volte rinnegato. Ci sarebbe da ridere, se non per il fatto che questa pantomima è pagata dai livornesi, non dagli iscritti del partito”. 

Mentre il deputato della Lega Manfredi Potenti afferma: “Colpisce la mutevolezza del PD che in Europa vota per l’equiparazione del Comunismo al Nazismo e a Livorno interpreta la parte alla maniera pirandelliana del “Uno, nessuno e centomila”. Forse però sarebbe più appropriato rifarsi ad un simpatico film di Lino Banfi e Renato Pozzetto – “Ricchi ricchissimi praticamente in mutande” – e parlare di comunisti, comunistissimi, praticamente anticomunisti”

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