Salvetti: comunicazione e rispetto

Luca Salvetti incontra i commercianti livornesi

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma Luca Salvetti circa l’errore di pubblicazione sui social di una foto


“Dispiace. Dispiace molto. Dispiace molto a me che in qualche maniera rappresento quel grande organismo che è la macchina comunale, e credo ancor più a quelle operatrici e operatori che, una domenica mattina, si sono imbattuti in un mera disattenzione, nel svolgere il loro sempre puntuale lavoro. La Regione Toscana ha fatto un post sulla Fortezza Nuova di Livorno utilizzando la foto della Fortezza Vecchia, chi segue i social nell’ufficio stampa del Comune ha condiviso il post senza accorgersi dell’errore, un ex consigliere grillino e una attuale componente del consiglio comunale, evidentemente privi di argomenti più importanti, sono partiti sui social con una fastidiosa sottolineatura dell’errore.
“Chi non fa non sbaglia”, diceva la mia nonna. E nella comunicazione, specialmente quella in rete, c’è molto, moltissimo da fare. Tutti i giorni. Domeniche comprese. Annualmente migliaia tra comunicati, post, pubblicazioni, video, foto, rassegne stampa, articoli, da immettere nel circo Barnum della comunicazione.
E la svista ci sta, ci sta eccome. Svista per altro a cui si è posto rimedio in pochi minuti.
Ma sembra non bastare. Perché c’e sempre chi della svista di una lavoratrice o di un lavoratore, specialmente se pubblico, ne fa una questione, non si capisce bene a che pro, “politica”.
Questo è quanto circola in rete. Velenose “chicche” comunicative tese a gettare discredito sul lavoro degli altri, in un mal celato e mai sopito disprezzo per il lavoro pubblico.
Chi in questa domenica mattina ha pagato una svista con una pubblica accusa si è già scusata. Scuse non necessarie. Il lavoro non può prescindere dagli errori materiali. A me spetta solo rinnovare la fiducia dell’Amministrazione in primis verso chi lavora per la città, ad ogni livello, e rimandare al mittente questo stile davvero insopportabile di occupare i media”

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