Ambulanti, sfogo di una categoria vessata: “Vogliamo lavorare”

Ambulanti, sfogo di una categoria vessata: "Vogliamo lavorare"

La lettera di Marco Mainardi che esprime l’appello degli ambulanti durante il secondo lockdown in zona rossa. “Vogliamo lavorare!”

“Durante il primo lockdown tutto chiuso, i supermercati avevano tolto il superfluo e vendevano solo beni di prima necessità, megastore di generi vari chiusi e tutti si stava buoni in attesa di tempi migliori…

Ora i supermercati vendono tutto, i vari Megastore di articoli sportivi vendono tutti i generi, dall’abbigliamento agli orologi e i negozi degli stessi generi sono chiusi. Vari negozi non essenziali aperti e al mercato gli stessi generi merceologici non sono concessi, eppure siamo all’aria aperta?

Io fino ad oggi me ne sono stato buono e rispettoso perché credevo fosse giusto, ma siccome non penso di essere figlio di un dio minore….ora mi sono rotto le scatole!!!!

SE ci saranno delle proteste della mia categoria sarò sempre lì davanti, senza fare nessun tipo di azione non consona al rispetto delle leggi. Ma resto fermo a far valere i miei diritti e quelli di tutti coloro che sono vessati come me da scelte scellerate fatte da persone che probabilmente avendo sempre avuto la testa al caldo, non si proiettano nei bisogni della gente e non conoscono le dinamiche di sopravvivenza della gente comune che basa il suo reddito sul lavoro quotidiano.

Ci state decimando con queste scelte logorroiche…mettete mano subito ai ristori o mandateci a guadagnarci il pane..credo sia un diritto inalienabile!!!!! SI VO’LAVORA’!! non è difficile come concetto eh!”

Marco Mainardi – ambulanti

Foto: Mercatino del Venerdì

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