“Nessuno è rimasto da solo”: la cerimonia per ricordare le vittime del Covid

“Nessuno è rimasto da solo”: la cerimonia per ricordare le vittime del Covid

Questa mattina all’ospedale di Livorno si è tenuta la cerimonia “Nessuno è rimasto da solo”. Lacrime, fiori e un nuovo albero per ricordare le vittime del Covid

“Il nostro ospedale, come ricordano le scritte su marmo collocate al momento della fondazione, è stato costruito per assicurare un servizio di piena assistenza sanitaria, morale e sociale ai nostri concittadini. Nel mesi più intensi della pandemia Covid mi sento di dire che questi precetti sono stati pienamente adempiuti grazie ai tanti professionisti che hanno lavorato non solo per dovere, ma anche per passione. Senza questo sentimento non sarebbe stato possibile affrontare l’imprevedibile ondata di emergenza sanitaria per la quale nessuno di noi poteva essere pronto. 

Di quei mesi tutti portiamo e porteremo addosso per sempre non solo il carico emotivo ancora in sospeso, ma anche i nomi, i volti, gli occhi dei 163 pazienti che abbiamo avuto in ospedale e soprattutto dei 53 deceduti dei quali siamo stati custodi degli ultimi saluti rivolti ai loro cari. Se siamo qui oggi è perché teniamo a ricordare come piccolo conforto alle loro famiglie, ma anche a tutti noi, che nessuno è rimasto da solo”. Così Luca Carneglia, direttore dell’ospedale di Livorno ha introdotto la cerimonia organizzata per le vittime del Covid. L’evento realizzatosi nel giardino ospedaliero era riservato al personale sanitario, agli ex pazienti dei reparti Covid e ai familiari di coloro che non ce l’hanno fatta.

Durante la cerimonia si sono alternate le testimonianze di chi, ciascuno dal proprio punto di vista, ha vissuto in prima persona quanto accaduto nei mesi dell’emergenza Covid. Hanno così parlato per il personale infermieristico Imma CerboneGenny Pachetti e Amelia Coppola, poi Rosa Raia (operatrice addetta alla sanificazione) il cui infaticabile servizio è stato ricordato a più riprese durante i vari interventi, Laura Crestani e Nancy Berretta nella duplice veste di operatori sanitari e pazienti, Laura Barghigiani (paziente), Moira Picchi (figlia di un paziente morto di Covid) e Spartaco Sani, primario del reparto di Malattie Infettive.

Al termine della cerimonia sono stati letti dal parroco don Placido Bevinetto i nomi dei 54 pazienti morti all’ospedale di Livorno per Covid e, per ciascuno di loro, sono state deposte, da Chiara Pini direttrice infermieristica dell’Area Gestione Ospedaliera Sud e Simona Ceccanti, psicologa ospedaliera, due ceste di rose rosse ai piedi dell’albero di magnolia piantato in prossimità del reparto Covid in memoria delle vittime.

Questi i nomi dei 54 pazienti scomparsi: Ada Antonia Carolina, Adriano, Aldo, Alessio, Altero, Antonella, Antonio, Antonio, Attilio, Bruno, Claudio, Daniela, Danilo, Davide, Elia, Emo, Enzo, Franca, Franco, Gabriele, Gianpiero, Giovanna, Giovanni, Giovanni, Giuseppe, Guelfo, Guido, Ivana, Licia, Livio, Lorenzo, Marco, Maria, Maria Grazia, Maria Rosa, Mario, Mario, Michele, Nara, Natale, Natalino, Neli, Nicla, Paolo, Paolo, Piero, Roberto, Roberto, Rodolfo, Rosalba, Sergio, Sergio, Silvana e Stefano.

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