Coronavirus, tamponi per i privati nelle strutture pubbliche

Coronavirus, tamponi per i privati anche nelle strutture pubbliche

Sarà data ai privati la possibilità di effettuare tamponi per la positività al Coronavirus anche all’interno delle strutture pubbliche

I privati potranno fare i tamponi per il Coronavirus anche nelle strutture pubbliche, nei laboratori delle tre aziende ospedaliero-universitarie e delle Asl, dietro pagamento della tariffa regionale. Lo stabilisce una delibera approvata dalla giunta nel corso dell’ultima seduta, che uniforma anche tutto il percorso, dal prelievo alla refertazione, e chiarisce i criteri per i laboratori Covid, sia pubblici che privati.

La delibera definisce le linee di indirizzo regionali per la gestione del prelievo dei campioni e dei tamponi rinofaringei e delle analisi per la diagnosi di infezione al virus Sars-CoV-2, per garantire il miglioramento dell’omogemeità e dell’appropriatezza di queste attività su tutto il territorio regionale.

La principale novità contenuta in questa delibera è la possibilità, per soggetti privati per esigenze individuali, di effettuare il prelievo del campione per il test molecolare (tampone Coronavirus) anche negli ambulatori pubblici in possesso di tutti i requisiti necessari. I tamponi saranno poi processati nei laboratori regionali di riferimento, cioè quelli delle tre aziende ospedaliero-universitarie di riferimento (Careggi, Pisa, Siena) o in quelli delle Asl. Per il prelievo, il cittadino pagherà una tariffa di 4 euro. Per l’analisi del tampone (che è una prestazione fuori dai Lea, i Livelli essenziali di assistenza), ogni azienda fisserà una tariffa, che dovrà comunque essere non superiore agli 80 euro.

La novità è stata introdotta anche in considerazione del fatto che, per chi lavora all’estero, molti Paesi non accettano il risultato del tampone fatto una struttura privata, ma richiedono il tampone eseguito nella struttura pubblica.

La delibera, dunque, chiarisce i criteri per i laboratori Covid-19, sia pubblici che privati; definisce tutto il percorso da seguire, dal momento del prelievo a quello della refertazione. Inoltre, si stabilisce che tutti i laboratori devono essere collegati alle piattaforme informatiche regionali, in modo tale che, in caso di diagnosi di positività, questa non resti nascosta ma sia seguita da tutte le azioni necessarie.

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