Acquisti sospetti e intercettazioni, ecco come è nata l’operazione ‘Big Brolly’.

Lo scorso 22 novembre i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Livorno, con la collaborazione del Nucleo investigativo del Comando Provinciale di Pisa, hanno arrestato in flagranza 3 persone per tentata rapina a mano armata.

Da tempo, gli investigatori avevano avviato un’attività d’indagine, coordinata dal Procuratore della Repubblica del Tribunale di Livorno, Ettore Squillace Greco, nei confronti degli arrestati: italiani e pluripregiudicati con precedenti specifici per rapina ai danni d’istituti di credito.

In particolare, l’attenzione dei Carabinieri era stata attratta, nei giorni precedenti, dalla ripetuta presenza dei tre nelle vicinanze di una filiale di una banca di Vicarello rivelatisi veri e propri sopralluoghi, e dall’anomalo acquisto di calze da donna (filmato all’atto dell’acquisto), che i tre avrebbero utilizzato per travisarsi il volto nel corso della rapina. Pertanto, avuto il fondato sospetto che i tre malviventi avrebbero colpito, i Carabinieri hanno predisposto un imponente servizio diretto a scoraggiare le intenzioni dei 3 rapinatori.

Nella mattinata di venerdì 22 novembre, i malviventi, giunti all’esterno della cassa di Risparmio di Lucca-Pisa-Livorno di Vicarello, notata la presenza di un’unità specializzata dell’Arma la cosiddetta SOS (Squadra Operativa di Supporto) posta allo scopo di dissuaderli, solo momentaneamente hanno desistito dai loro intenti. Dopo poco i tre hanno tentato nuovamente di portare a compimento la rapina ma ravvisando la persistente presenza dei Carabinieri rinunciavano al loro progetto: Rapinatore 1: “Mh … porca puttana … gli sbirri” – : Rapinatore 2: “Eh ne abbiamo tre … quattro … cinque (inc.) è qui madama … abbiamo anche i Carramba” – : Rapinatore 3: “vai, vai, vai” , e – : Rapinatore 1: “Ci è andata di culo … porca puttana (inc.) … benedire … ma ti rendi conto ? … potevano essere più indietro . più avanti (inc.) . proprio davanti lì. o l’hanno colpita!? oci hanno già fatto …. meno male che non siamo arrivati prima, magari non c’erano e stava succedendo qualcosa, uscivamo stasera poi…. si mangiava li dentro.. (in carcere-N.d.R.). I complessivi esiti delle investigazioni confermavano che i tre erano pronti a colpire, avendo già individuato i compiti di ciascuno nell’azione delittuosa: Rapinatore 1: allora io sto dietro le casse, ti stai nell’ufficio, del Direttore, e te… va bè poi ci vado io, ci devo andare con Lui, per far sbloccare il bancomat.. te magari stai con il personale, con i clienti – : Rapinatore 3: si ma non lì dentro, li metti in uno sgabuzzino, i cellulari, depositati.. : Rapinatore 1: no ma possono stare anche seduti e te ti metti dietro l’angolino dietro la porta – : Rapinatore 3: attenzione a quei orologi scuri che sono dei cellulari….

A questo punto, gli investigatori decidevano di intervenire, bloccando i tre una volta entrati all’interno di un garage, sito nella periferia di Pisa, che fungeva da covo. Perquisiti, i malviventi sono stati trovati in possesso di: alcuni passamontagna, una maschera, calze di nylon – per celare il volto – guanti in lattice, una riproduzione della pistola Glock calibro 8 e alcune targhe rubate.

I tre rapinatori sono stati arrestati ed associati presso la Casa Circondariale di Pisa, dovendo rispondere per il reato di tentata rapina a mano armata, ricettazione e detenzione senza denuncia di munizioni per armi comuni da sparo, in concorso tra loro. Il P.M. di turno presso la Procura di Pisa, Sisto Restuccia, ha chiesto e ottenuto dal Gip la convalida degli arresti che ha accolto la richiesta in base al materiale probatorio raccolto, disponendo la custodia cautelare in carcere dei tre, P.M. del 1952 originario di Berra Ferrara, F.E. del 1981 di Isola Capo Rizzuto e D.V. del 1952 di Fremura (SP).

L’indagine, denominata “Big Brolly”, per la predilezione degli arrestati a perpetrare le rapine in tempo di pioggia, prosegue al fine di individuare eventuali altre analoghe azioni delittuose poste in atto dagli arrestati (a tal fine si forniscono le foto degli arrestati, nel caso vengano riconosciti attraverso la loro diffusione).

I tre rapinatori, due dei quali con alle spalle un’importante storia carceraria (67 anni di età di cui 45 trascorsi tra le mura di un carcere), proprio mentre si avvicinavano alla banca raccontavano delle loro amicizie carcerarie, facendo riferimento a periodi di detenzione trascorsi con Renato VALLANZASCA, conosciuto nel super carcere di Novara, e con di FELICE Maniero il noto capo della mafia del Brenta.

foto Pixabay

SABA

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